Il patrimonio italiano sotto i riflettori internazionali: l’Arcipelago Italia alla Biennale di Venezia 2018

 

Nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale il MiBACT, grazie all’impegno della Direzione Generale Arte e Architettura e Periferie urbane (DGAAP), propone con il Padiglione Italia 2018 alla Biennale di Venezia una nuova prospettiva per guardare il nostro Paese. Una visione incentrata sul tema del capitale storico-culturale italiano, realizzata a partire dallo spazio urbano e dal rapporto tra antico al contemporaneo.

Arcipelago Italia è il titolo della proposta di Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia 2018. Una ricerca-azione sulle aree interne del Paese, dall’Arco Alpino, lungo tutto l’Appennino, sino alle isole, luoghi ricchi di piccoli paesi e borghi distanti dalle grandi città, esemplificazione dell’identità italiana, sia per la scala sia per la stratificazione storico-culturale.

Secondo Cucinella, Arcipelago Italia è concepito come uno strumento per dare nuovamente importanza all’architettura e al suo ruolo di responsabilità sociale, capace di rilanciare i territori interni e indirizzare il dibattito pubblico sulle scelte da intraprendere per il futuro del Paese.

Il progetto si pone in continuità con le scelte strategiche e le iniziative portate avanti in questi anni dal MiBACT attraverso la DGAAP. “Il Padiglione Italia 2018 – commenta il Federica Galloni, Direttore Generale della DGAAP e Commissario del Padiglione Italia – propone una nuova prospettiva per guardare il Paese, che ha radici nel passato, valorizza il presente, ma soprattutto progetta il futuro. Il lavoro del curatore Mario Cucinella, a partire dai territori più lontani dalle aree metropolitane italiane, affronta questioni molto attuali: sostenibilità e ambiente, inclusione sociale e condivisione dei patrimoni immateriali, terremoti e memoria collettiva, lavoro e salute, rigenerazione e creatività contemporanea, temi propri della Direzione Generale”.

Arcipelago Italia è il frutto del lavoro di un collettivo di professionisti, che ha lavorato allo sviluppo di cinque progetti di edifici ibridi (ciascuno rivolto ad una specifica area strategica), supportato da un processo che ha coinvolto la cittadinanza e i vari stakeholders, con l’obiettivo di contribuire a risolvere i problemi generati dallo spopolamento e dalla carenza di servizi di quei territori.

La scelta delle aree che caratterizzano Arcipelago Italia punta a far conoscere meglio le ricchezze del Paese e al contempo ad attivare una politica di ascolto delle comunità, e costituiscono un‘occasione per far emergere i temi più importanti del dibattito pubblico.

Alcuni esempi: da un lato il Belice e Gibellina fanno sfondo al dibattito sul ruolo dell’arte e del patrimonio culturale nelle città. Dall’altro Camerino offre lo spunto per parlare di ricostruzione e del rapporto fra temporaneità e permanenza, mentre nella Valle del Basento e nella collina materana la mobilità e le connessioni materiali e immateriali sono motore di sviluppo.

“Progetti su diverse scale che esprimono un rapporto di giusta misura con il contesto entro il quale sono inseriti”, conclude Federica Galloni. “Ne emerge un panorama multiforme e variegato del Paese, dove spiccano la buona qualità del progetto contemporaneo e il valore aggiunto del processo che lo ha generato. Realtà locali sensibili ai valori della “stratificazione storica” del paesaggio che attraverso progetti sostenibili trovano risposte alle esigenze delle comunità locali”.