La trasformazione dei centri storici, l’intervento di Federica Galloni

20 ottobre 2018

Si è svolto presso l’auditorium Gervasio di Matera il convegno “Patrimonio e qualità dell’architettura tra tutela e trasformazione della città storica” organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione dell’Anno Europeo della Cultura e di Matera 2019.

Il convegno – a cui hanno partecipato i rappresentanti di tutti gli ordini professionali delle provincie italiane – ha offerto un momento di confronto su un tema, quello dei Centri storici, che stanno subendo una profonda trasformazione, non solo in Italia ma anche in Europa.

Trasformazioni causate per lo più dalla prevalenza del terziario, dal proliferare di attività commerciali – non sempre di qualità – legate anche ai grandi flussi turistici, dal loro svuotarsi per l’abbandono dei residenti.

L’impegno del Consiglio Nazionale è volto a far sì che si giunga nell’Agenda Urbana per l’Ue ad una maggiore attenzione verso i beni culturali e le città storiche, anche in termini di risorse per la loro valorizzazione

Il focus “Patrimonio e qualità dell’architettura tra tutela e trasformazione della città storica” si è articolato in particolare nelle due tavole rotonde dal titolo “Buone pratiche per il futuro della città storica” e “Quali strategie per la tutela e valorizzazione dei beni culturali e dell’architettura contemporanea.

Nel suo intervento, intitolato “Politiche di trasformazione e qualità progettuale”, Federica Galloni, Direttore Generale della Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee del MiBAC, ha sottolineato come ”è importante considerare non solo la città e i centri urbani di dimensioni minori, ma anche il paesaggio extraurbano che è tutt’altro che uno spazio neutro perchè proprio questo è il luogo di crescita ed espansione della città, quello dei numerosi agglomerati periurbani dei quali a causa dell’urban sprawl, è difficile riconoscere il limite.

Si parla di processi di “stiramento” degli spazi urbani, pensiamo ad esempio alla Pianura Padana che negli anni è divenuto oltretutto un hot spot climatico, uno dei punti più inquinati d’Europa.”

Federica Galloni ha poi proseguito parlando delle dinamiche di trasformazione delle città storiche: “Per comprendere i mutamenti in atto nelle città e anche nei centri storici italiani penso sia quindi importante considerare tutti gli elementi in gioco, la città storica non è un elemento isolato, ma fa parte di un sistema complesso che comprende ai suoi margini spazi naturali come pure zone urbanizzate discontinue, ed è parte di un sistema policentrico che ha prodotto la ricchezza culturale del nostro Paese e che dobbiamo difendere.

La ricchezza del nostro patrimonio storico artistico con gli oltre 6000 luoghi della cultura disseminati nel Paese, ci invita a guardare al futuro con un atteggiamento propositivo e non remissivo, ci invita a puntare sulla progettazione di qualità, sulla creazione come processo sociale e politico perché un progetto di qualità deve nascere innanzitutto dalle esigenze dei cittadini rispondendo ai loro bisogni.”