Alla Biennale 2018 l’architettura contemporanea che parte dalle periferie

 

Mancano esattamente tre mesi all’inaugurazione della Biennale Architettura 2018 e all’apertura del Padiglione Italia, curato quest’anno dall’architetto palermitano Mario Cucinella. Dal 26 maggio al 25 novembre il pubblico potrà ammirare “Arcipelago Italia”, il progetto che racconta il nostro Paese come una fusione delle piccole realtà che ne hanno fatto la storia tanto quanto le grandi città.

Mario Cucinella ha voluto valorizzare l’importanza delle aree metropolitane e delle periferie urbane italiane, dedicando i prestigiosi spazi espositivi al racconto dell’“architettura partecipata” e al lavoro degli architetti che si impegnano nella costruzione di spazi più vivibili per tutta la comunità.

Questa volontà di concepire l’architettura come un atto creativo collettivo è in linea con il percorso avviato dal MiBACT sotto la guida di Dario Franceschini e reso operativo con la creazione della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane. La Direzione, guidata da Federica Galloni, ha sempre promosso e incentivato progetti creativi che coniugassero l’architettura e la rinascita delle aree urbane marginali.

All’interno della Biennale, una funzione strategica è svolta dalla stessa DGAAP, il cui Direttore ricopre in modo stabile il ruolo di Commissario del Padiglione Italia, e che ha supportato “Arcipelago Italia” con fondi per 600mila euro.

Il cuore del Padiglione Italia sarà focalizzato sulla riqualificazione di cinque luoghi, che rappresentano altrettante emergenze culturali ed urbanistiche: la Barbagia con la Piana di Ottona in Sardegna, il teatro di Pietro Consagra a Gibellina in Sicilia, la Basilicata con Matera e gli scali ferroviari di Ferrandina e Grossano, la ricostruzione di Camerino nelle Marche e il Parco delle Foreste Casentinesi tra Emilia Romagna e Toscana.

Questi luoghi-simbolo sono stati scelti per raccontare un’architettura partecipata che possa diventare anche un punto di partenza per l’economia del territorio. La tutela del patrimonio artistico, gli sforzi della ricostruzione post-sisma e il superamento del concetto architettonico di ospedale sono alcuni degli spunti forniti dal curatore per mettere alla prova gli studi d’architettura che hanno risposto alla call: tra le oltre 550 candidature pervenute, 65 sono giunte alla selezione finale.

La proposta creativa del Padiglione sarà arricchita anche dalle attività collaterali parallele all’esposizione: workshop, seminari, conferenze e dibattiti manterranno alta l’attenzione sul tema cruciale dello sviluppo architettonico sostenibile in Italia.

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